Il progetto esplora il maglione dal punto di partita. Dalla materia e dalla costruzione. Da lì nasce questa riflessione sulla trasformazione e il ciclo della vita attraverso del capo, la sua materia, la sua costruzione e il profondo rapporto con il corpo. La sala principale è costituita da un’installazione che ripercorre la vita e la costruzione del maglione. Dalla fibra organica alla superficie tessile, da strutture alla forma del corpo. Una narrazione circolare che ritorna sempre all’inizio per poi ricominciare il ciclo. La collezione SS 27 si costruisce attraverso lavorazioni, proporzioni, volumi e dettagli che mettono in discussione le fasi della vita di un capo. Il modo in cui prendiamo cura di un capo e come questo si aderisce al corpo. guardiamo e abitiamo un capo. La seconda sala ospita l’installazione temporanea di John Rey Tiva, “To Touch the Sky, you must first touch the ground” che amplia la riflessione sul tempo e sulla sua natura ciclica realizzato con il supporto di Biella Yarn, parte del gruppo Südwolle, che fornisce i filati utilizzati per la realizzazione dei capi.
In questa collezione, la SS 27 non viene semplicemente presentata, ma osservata, scomposta e ricomposta. Si basa in tutto ciò che lo comporta e lo attraversa. Dare importanza non solo al risultato finale o a come iniziano le cose, ma al fatto che si tratti di un processo e di un ciclo senza fine.
Foto: Ludivine Keller
Testo: Pamela Robalino
















