Pierpaolo Lippolis

designer
Venezia / Italia

RACCONTATI PARLA DEL TUO BACKGROUND?

Sono nato in un paese della provincia pugliese, cresciuto tra donne – mia madre e le mie sorelle – che hanno sempre amato vestire, parlare di vestiti e leggere giornali di moda. Dopo aver frequentato il liceo classico, mi sono detto che la cosa che mi interessava di più era il giornalismo di moda. Così ho deciso inizialmente di continuare con la letteratura e ho frequentato Lettere classiche a Bologna. Ma non ho mai perso di vista la moda: sapevo di volermici dedicare dopo la laurea triennale e così ho fatto. Mi sono trasferito a Venezia, dove tutt’ora frequento il corso magistrale in Arti Visive e Moda presso l’Università IUAV. L’ambito che mi interessa di più è il punto di incontro tra la moda e la letteratura, e di tanto in tanto scrivo articoli di moda per delle riviste online.

SPIEGA IL CONCETTO DELLA TUA COLLEZIONE?

Il mio progetto Archeologika nasce in realtà molto prima della sua effettiva realizzazione per il corso finale di fashion design allo IUAV. Durante gli anni di studio a Bologna, ho avuto la possibilità di partecipare a due campagne di scavo archeologico a Pompei e a Ercolano.

A rimanermi impresso non è stato solo quello che ho vissuto, ma anche quello che ho visto. C’era un’estetica dell’antico, persino nel momento stesso in cui l’antico veniva portata alla luce. Mi affascinavano i vestiti degli archeologi, il senso di confidenza con le rovine, il modo in cui si muovevano. Così, appena ne ho avuto la possibilità, mi sono dedicato a quell’estetica, slegando un po’ il mondo dell’archeologia dal metodo filologico e accademico con cui l’avevo studiato in università. Volevo parlare insomma di antico, di ritorno, di contaminazione tra il vecchio e il nuovo, per cui i materiali utilizzati sono per metà in maglieria o in materiali pesanti, lanosi, e per metà impermeabili e tecnici. La mia domanda non era: “posso far convivere il passato con il contemporaneo in una collezione?”, quanto piuttosto: “come faccio a concretizzare questo continuo dialogo?”.

QUALI SONO LE TUE PILLOLE DI LUCIDITA?

Con una delle mie migliori amiche, ogni volta che stiamo per fare qualcosa di importante, ci diciamo: be the ocean, che nel nostro lessico famigliare vuol dire: pensa in grande, ma anche accetta le tempeste che incontrerai. Ecco, è la cosa più simile a una pillola di lucidità di cui dispongo al momento.

Image courtesy of Pierpaolo Lippolis.

Photo: Leonardo Martines

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