Firenze, 16 giugno 2025 – La Stazione Leopolda si è trasformata ancora una volta in palcoscenico di visioni radicali e identità in divenire con il Polimoda Graduate Show 2025, che ha aperto ufficialmente la settimana di Pitti Uomo 108. Un appuntamento ormai imprescindibile per chi cerca di intuire i futuri possibili della moda, attraverso lo sguardo libero e coraggioso di una nuova generazione di designer.
Venti talenti emergenti hanno portato in passerella oltre cento look in un flusso narrativo potente, privo di compromessi, che ha saputo intrecciare ricerca creativa, sperimentazione materica e maestria artigianale. Più che una semplice sfilata, il Graduate Show si è rivelato come un vero e proprio viaggio alla scoperta di sé, un rito di passaggio che celebra la moda come linguaggio identitario e strumento di affermazione personale.
Dietro ogni outfit, si percepiva il lavoro meticoloso e il pensiero critico sviluppato in quattro anni di formazione, un tempo speso tra l’introspezione e il confronto con il mondo, tra le aule del Manifattura Campus e le guide autorevoli come Massimiliano Giornetti, An Vandevorst e l’eccezionale mentorship di Tim Blanks.
Tra le collezioni che hanno maggiormente colpito il nostro team di FARMA 282, spicca quella di Samuele Pampaloni (Italy) con For the boys: una risposta viscerale e dolente a un attacco subito sui social, trasformata in una dichiarazione di libertà e vulnerabilità. Un racconto sul maschile che scardina stereotipi e accoglie la fragilità come atto di forza.
Eseniia Rybnikova (Russia) ha firmato The Architect, un lavoro potente che parte dalla distopia di Orwell per riflettere sul ruolo dell’individuo come costruttore del proprio destino. I volumi strutturati e le silhouette monolitiche evocavano l’architettura del potere, in bilico tra controllo e libertà.
Isabella Valdez (Peru) ha presentato Nasty Child, una collezione che fa del nomadismo culturale il suo cuore pulsante. Le stratificazioni e i contrasti materici raccontano un’identità in transizione, figlia di continue partenze e nuovi inizi.
Con Riccione: sailors and ravers, Filippo Montanini (Italy) ci ha condotti nella dimensione intima e liberatoria della sua “città rifugio”. Un omaggio visivo alla dualità tra il sé pubblico e quello più autentico, dove l’alter ego Filippa prende vita tra bagliori rave e tagli sartoriali marini.
Anche Chloe Geyer (South Africa) con Glen Avenue e Farnia Salim (Iran) con The In-Between Homes hanno toccato con grande sensibilità i temi dell’appartenenza, della memoria e del senso di casa, rivelando una straordinaria capacità di cucire emozioni in forma tessile.
Il Polimoda Graduate Show 2025 ha dimostrato ancora una volta come il talento, quando è accompagnato da una visione personale e una profonda coscienza del presente, possa trasformarsi in linguaggio universale. Un inno alla vulnerabilità, alla libertà espressiva e al coraggio di essere, in un momento storico in cui il sistema moda ha più che mai bisogno di verità.
Complimenti a tutti ragazzi!
Crediti
Foto: Polimoda
Testo: redazione FARMA 282










































