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È sabato 14 settembre e ci ritroviamo catapultati all’interno di Lampo, Ex Scalo Farini, location nota ai locals che spesso e (molto) volentieri ospita e attira eventi che fanno della creatività e novità la propria linfa vitale. Il festival Mag to Mag, nato grazie alla mente di Anna Frabotta e alla sua realtà Frab’s non ne è certo l’eccezione, ma anzi, la regola, proprio perché ciò che si trova all’interno delle due enormi stanze industriali adibite all’evento, non è una semplice esposizione, ma un vero e proprio schiaffo in faccia a chi non crede più nella carta stampata.
La location infatti oltre ad accogliere e radunare i creativi e gli appassionati più disparati, mostra progetti che hanno ancora qualcosa da dire e che nel farlo tengono ben lontana la banalità, sia dei contenuti che della forma. Ciò che si avverte sfogliando le zine e parlando con i fondatori ed i collaboratori di chi quelle riviste le ha pensate e create è proprio questo senso di libertà, di contaminazione, di essere sempre se stessi pur cambiando le vesti, o editor in chief in questo caso.
Gli stessi tabù vengono scardinati: i font cambiano, si mescolano, si deformano, assieme alle carte che talvolta si alleggeriscono, appesantiscono o si sovrappongono, mostrando così copertine che seducono, si nascondono e parlano una lingua a noi sconosciuta.
Nella location ex industriale, assieme al brusio dei visitatori, si sfogliano i temi più vari, come l’identità, il ricordo, la resistenza, il viaggio, la sessualità, la fotografia, l’ironia, la politica e nel farlo ognuno di questi adotta un timbro ben preciso. Le zine che ne sono portavoce resistono così al contemporaneo, rimanendo attuali anche se sfogliate negli anni, perché nate da un pensiero e da una riflessione che in quanto tale esiste e persiste nel tempo.
Crediti
Foto e testo : Elena Castellani

























