Milano, 19 Settembre 2024
“Mi sento un po’ come una ginestra. È un momento difficile ed essere emergenti non è facile. Bisogna andare avanti nonostante le difficoltà ma mantenendo sempre la delicatezza”, ha spiegato Federico Cina.
Il designer emergente romagnolo, famoso per la Tortellino bag e per le stampe romagnole a ruggine della passate stagioni, si è lasciato ispirare dalle ginestre e dal colore giallo che le contraddistingue e che, prima dell’estate, si propaga a perdita d’occhio a Sarsina, sua città natale. Il giallo si diffonde tra i sentieri, le strade e i pendii erbosi. Le ginestre avvolgono le rocce circostanti, i loro petali delicati contrastano con la durezza della pietra, dimostrando che la bellezza fiorisce dove tutto sembra arido.
Federico Cina ha voluto catturare l’essenza di questo fiore tanto delicato quanto resistente, analizzando il contrasto tra il suo aspetto fragile e l’abilità di sopravvivere nei luoghi più inospitali. I capi alternano linee rigide e strutturate a silhouette fluide e leggere, richiamando la forza della pianta e la grazia del suo fiore che si muove leggero al vento. Ogni abito racconta la fioritura di quelle ginestre che, nonostante la roccia e il terreno arido, hanno la forza di crescere. La palette cromatica è un omaggio a questo mondo: il giallo acceso del fiore, il nero e il grigio della roccia e il verde dei cespugli che si insinuano tra le rocce.
Cina utilizza la ginestra come fece il poeta Leopardi: quest’ultimo la utilizzò per parlare della condizione umana e della capacità di affrontare le difficoltà che incontriamo nell’arco di una vita, il designer romagnolo la usa come metafora del presente, o meglio come simbolo di fragilità e della capacità di rifiorire anche nelle situazioni più difficili.
A queste riflessioni si intreccia poi la figura di Loïe Fuller, famosa per aver rivoluzionato il mondo della danza con i suoi movimenti fluidi e innovativi, le cui performance ricordano forme riconducibili proprio alla ginestra stessa. Sì, perché quando danzava avvolta in tessuti leggeri che fluttuano come petali, lei rifletteva la stessa dualità: resistenza e delicatezza, potenza e poesia. Loïe Fuller incarna il simbolo di forza che Federico ha voluto trasmettere nella sua collezione. Come la ginestra, che fiorisce con tenacia nei terreni più aridi e inospitali, Fuller riesce ad emergere e trasformare le difficoltà in arte. Nella collezione, la prima presentata alla Milano Fashion Week Donna, Federico unisce in un’unica visione la figura della donna e quella della ginestra. Entrambe rappresentano simboli di tenacia e bellezza fragile.
La collaborazione con Umbro costituisce invece un’inedita apertura allo sportswear grazie all’introduzione di materiali e tessuti tecnici. Nate entrambe con un forte senso di attaccamento alle proprie origini, le due realtà fanno propri i valori di tradizione, autenticità e innovazione. Alla narrazione personale e all’approccio sartoriale di Federico Cina, Umbro subentra con un bagaglio di esperienza legato alla performance e al movimento. L’incontro tra queste due visioni valorizza le rispettive identità, creando una sinergia capace di reinterpretare il concetto di sportswear, rendendolo raffinato e inclusivo.
Art Direction by Spaing Studio
Styling by Francesco Saverio Costanzo
Casting: SimoBart Casting
Sound Design: Davide Nardelli
Performer: Flavio Paciscopi
Key Make-up Artist: Riccardo Morandin represented by WMManagement
Key Hairstylist: Davide Diodovich represented by WMManagement
Supported by Camera Moda Fashion Trust e Milano Fashion week
Testo della redazione di FARMA 282
Foto di Ludivine Keller




























